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IL ROSARIO

Qualche cenno di storia
Non è facile stabilire l’esatta origine di questa preghiera. Pare che già attorno all’XI secolo fossero in uso presso i conversi - religiosi non sacerdoti spesso illetterati - cordicelle a grani per contare i Paternoster che sostituivano i salmi del breviario.
Nel 1198 il vescovo di Parigi esortava i fedeli a recitare 150 Ave con il Padre nostro e il credo. La “divina cantilena” si precisò nel XIV secolo con la divisione in decine ad opera del monaco certosino Enrico di Kalkar e l’invenzione dei “misteri”, proposta da un altro certosino, Domenico di Prussia, perfezionata dal domenicano Alano de la Roche. La tradizione fa del resto risalire a San Domenico da Guzman (1170-1221), fondatore dei predicatori, l’uso del rosario per combattere l’eresia degli Albigesi, che infestava gran parte dell’Europa. Ancor più si diffuse dopo il Concilio di Trento, grazie alle confraternite mariane e in evidente polemica con i protestanti. La vittoria cristiana di Lepanto contro i turchi (1571) fu attribuita alla Vergine del rosario. L’importanza di questa preghiera per la fede trovò conferma in due importanti apparizioni: a Lourdes (1858) e a Fatima (1917), dove la Madonna si mostrò con la corona in mano e la raccomandò ai veggenti.
Il beato Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002, porta a 20 i misteri, aggiungendo quelli della luce.

Come si recita il Rosario
Si introduce con l’invocazione “O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto”, seguita dal Gloria al Padre. Si può aggiungere la preghiera “Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime e specialmente le più bisognose della tua misericordia”, insegnata dalla Vergine ai veggenti di Fatima.
La corona è formata da cinque decine di Ave Maria, dette anche “poste”. Ad ogni posta si annuncia un mistero della vita di Gesù o di Maria e quindi si prega un Padre Nostro, dieci Ave Maria, un Gloria al Padre; si può concludere ogni mistero con un giaculatoria (es. Gesù mio...) Questo schema si ripete per ognuna delle cinque poste della corona. Il rosario si conclude con la preghiera della Salve Regina (o altra antifona mariana), possibilmente con le litanie mariane; Pater, Ave e Gloria per l’intenzioni del Santo Padre e l’orazione finale.

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