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L’INTERNO DEL SANTUARIO  
Fino agli anni Sessanta del Novecento l’edificio si limitava all’attuale spazio di accesso. Oggi l’aula è accogliente e luminosa.
Il progetto fu realizzato conservando la navata del 1920: l’architetto aggiunse un ampio transetto e un alto presbiterio.
Con l’ampliamento vennero realizzate 14 artistiche vetrate su disegni della pittrice trentina Cesarina Seppi e fu appeso il grande crocifisso in legno. In tale occasione la chiesa fu dotata dei due altari laterali, intitolati a san Giuseppe, patrono dei lavoratori, e a san Giovanni Gualberto, santo ausiliatore dei forestali: le tre sculture in legno sono dello scultore di Sover Fiorenzo Bazzanella.
Interessante l’espediente per tripartire l’aula con le due arcate monche in luogo delle navate minori. L’insieme crea uno spazio scenico che si concentra tutto sull’alto presbiterio nel quale venne ricollocato l’altare marmoreo del 1910. La rivisitazione del tipo costruttivo basilicale sfrutta adeguatamente l’elevazione delle pareti della “navata centrale” per ospitare le finestre vetrate policrome eseguite su progetto di Cesarina Seppi.
I controsoffitti lignei, a cassettoni e minimalisti, che ora ornano l’aula centrale e lo spazio del presbiterio confermano l’importanza dell’apparato decorativo, che recupera in chiave moderna e caleidoscopica il senso delle icone bizantine, la loro forte connotazione ideale, che allude sempre al sovrasensibile e invita alla meditazione profonda, in quel gioco di allusioni e stimoli simbolici in cui si connota la lettura per immagini del Verbo cristiano.
Così, le vetrate raffigurano in alto sulla destra del transetto segni e simboli della Passione, sull’altro lato segni e simboli della gloria e dei dolori di Maria. Sopra gli altari altre due vetrate rappresentano i titolari, san Giuseppe lavoratore e quel san Gualberto che, nel rigido inverno di Valleombrosa, vide coprirsi di vegetazione l’albero sotto al quale aveva deciso di stabilire il suo eremo.
Sulla parete destra c’è un’altra finestra con un volo di angeli, nel presbiterio la grande vetrata con il simbolo della Madonna dell’Aiuto: due mani gentili che si alzano supplichevoli dal basso.
Questa vetrata è stata donata dal Comune di Segonzano.
Santuario Madonna dell'Aiuto
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